Wedding of the year 2017, una super convention e la storia di una manuale d’amore.

Devo svelarlo.. il lavoro su questo album è iniziato molto tempo fa. Per essere precisi questo viaggio è iniziato quando ho toccato con mano la terra messicana. Ok, lo ammetto, forse anche qualche tempo prima. E oggi, quasi un anno dopo dalla prima mail, vi racconto cos’è successo in questi 301 giorni.
Oggi, dopo la presentazione di ieri di tutti gli album che partecipano al contest, vi racconto la storia di questo manuale d’amore, a sei mila miglia da qui, dal mio Soggiorno Fotografico.

Vi racconterò più avanti l’intera giornata del matrimonio di Alejandra e Dario. Oggi voglio raccontarvi come nasce l’album per il contest Wedding of the year 2017 di ANFM. Un contest, questo, che unisce l’ideazione ‘tecnica’ alla sua parte creativa.

L’Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti è composta da oltre 500 professionisti esperti nel settore dei matrimoni. Come ogni anno, durante la Convention 2018 di questi giorni a Tirrenia, l’associazione premierà il Wedding of the year 2017, contest in cui ogni fotografo presenta il proprio progetto migliore.

La giuria per quest’anno era composta da Felicia Sisco, Michele Abriola, Antonio Gibotta, Vittore Buzzi, Gianluca Mary Adovasio, Alessandro Delia, Flavio Bandiera, Marco Abbatangelo e David Bastianoni aveva la carica di Presidente della Giura. Insieme, hanno valutato il progetto più valido.

Quest’anno, in più, i vincitori dei vari contest ricevono un premio. Il vincitore del Wedding of the Year 2017 riceverà un buono spesa di €1.000,00 messo in palio da Album Epoca. Tra gli altri contest organizzati durante la convention il vincitore del premio Silvia Agus riceverà una fotocamera mirrorless full frame messa in palio sa Sony, mentre il Fotografo dell’anno, una macchina fotografica Nikon.

Molte foto post prodotte, e solo 50 spread per raccontare il matrimonio di Dario e Alejandra. Creare il giusto racconto, attirare l’attenzione dei giudici per tutto il racconto, creare una grafica che fosse espressione di quelle persone e del mio essere.

Ma facciamo un passo alla volta, partiamo dal nome di questo progetto e da come è nato questo manuale d’amore.

Atterrato all’aeroporto internazionale di Oaxaca, un taxi mi ha portato all’interno dello zòcalo messicano, il cuore pulsante della città. Qui, un’imponente scultura che rappresentava il nome di quel luogo mi ha dato il benvenuto.

A distanza di quasi un anno, mentre progettavo questo lavoro, non ho potuto non ricordare e far notare questo dettaglio. I colori della scultura – e i colori del Messico – dovevano riecheggiare all’interno del mio racconto.

All’interno, volevo che le foto parlassero da sé, e creare una grafica che non fosse troppo articolata o sovrastante. Volevo creare una grafica  elegante, che avesse valore e desse valore al progetto.
E da qui l’idea della spiga di grano come elemento caratterizzante e di unione di ogni pagina. La spiga di grano per rappresentare il mais, elemento sacro delle civiltà romane.

Ecco, che ho voluto prendere – a parer mio – dei rischi. Volevo allontanarmi dalla mia fotografia, creando composizioni – passatemi il termine – più sporche, lontane dal mio modo si scattare fino a quel momento. Ho voluto – e ho provato – a creare composizione tipiche dello street photography. Volevo raccontare le situazioni tipiche di quei luoghi, riprendere i soggetti in situazioni reali e spontanei in luoghi pubblici per raccontare la loro vita.

Volevo che i giudici non perdessero nemmeno un momento di quella giornata.

E nonostante le critiche ricevute durante il contest, sono contento, perché, sicuramente, le farò diventare dei consigli che potrò mettere in pratica negli anni a seguire.

Voglio che nessuno perda nemmeno un momento di quella giornata, e di questo manuale d’amore, oltreoceano.